Gli ulivi – Paolo Polvani

Guardaci, bisbigliano gli ulivi nella luce
tenue di un crepuscolo, siamo il tuo
respiro.
Guido.
Non mi abbandona un accenno di sorriso,
una piega, un vezzo di stolta beatitudine.
La sera dischiude uno spiraglio. Accendo
i fari. – Siamo il tuo itinerario, il tuo
tormento -. La giacca è reclinata sul sedile.

Si spenge fievolmente una canzone di cui ignoro
ma ripeto e invento e inverto ossessive le parole
che sono una resa e un abbandono.

Noi dimoriamo, dicono gli ulivi, nella
cesura dello sguardo,
siamo un piccolo assaggio, una promessa,
un grido, un soffio, un graffio di felicità.