Marte dentro – Filomena di Rubbio

Ho ingoiato Marte, da bambina.
Il Dio della guerra
ha banchettato tra i miei sogni prematuri.
Forchetta tra i capelli,
calice sull’ innocente epidermide,
dove i pori trasudavano ancora latte materno.

Ad armi sguainate, Marte,
a metà tra ragione e cuore
ha duellato dentro di me.
Un duello adolescente, poi maturo
fino alle rughe di oggi
sui confini delle labbra,
al contorno occhi.

Marte si è nascosto tra le narici,
respira con me
sente le mie voci
mi accusa di aver frugato nel suo banchetto
i rimasugli del tempo da vivere.
Mi accusa di scappare dalla vita umana
perché quella divina è là,
accanto a lui.

Ero donna
ma con la barba da uomo.
Sono donna.
Con i muscoli.
Con i colletti a punta.
I bottoni a destra.
Le mani giganti, ruvide.
Le scarpe senza tacco.

Marte è felice dentro di me.