COME POTRO’ ANCORA DIRTI
La fradicia zoppia s’inzolla tumida
di stallo a brevicollo m’accompagna
al fondovalle che lacera il paesaggio
di foglie fritte sparpagliate a festa
e se la landa sgomma alla campagna
e tracima il torrente a perdi fiato
come potrò ancora dirti “ingoia il tempo”
allontanandomi così, a poco a poco…?
IL BIDELLO
Sono io che cancello dalle vostre lavagne
tutto ciò che dovrebbe entrarvi in testa…
Veloce e furtivo col mio vecchio straccio
assorbo grafici, date e definizioni
e con esso
la sera
faccio un’ottima minestra
che riempie la pancia
e la mia, di testa!
GIA’ STASERA
Tra gli specchi del bar espositori di dolcezze
cartoline alla cassa, labbra turgide protese
ben più in là del roseo lago profumato
della divina generosa scollatura
che mi confonde mi fa perdere il filo
quando l’ardente fuoco del rossetto
con voluttà suadente proferisce
“sono due euro…e sessanta!”
vado in visibilio di zucchero
non capisco più niente
fuggo ma probabilmente
tornerò domani all’alba, o già stasera.
