Piccoli forse – Angela Caccia

non tu ma il mio amarti
portò alla luce il meglio di me
gli occhi al sorriso, alla buona parola
più di un abbraccio le nostre mani,
– sincronia di battiti – aderivano, i palmi
a distendersi come labbra inumidite
non tu ma il mio amarti
portò il bello alle narici, un odore
di campi nel vento di gennaio
di tanto – di tutto – soltanto l’orecchio
non pareva sanato, su ogni musica era
il tuo passo cadenzato che si allontanava
*
sostieni con me questo silenzio
di cose vere – sudore che
la notte secerne e ti cade dentro
senza darti scampo
sfumato l’ultimo applauso
hai ringraziato la platea
ora sotto il trucco il tuo volto
riemerge, e lo riconosci
cade dallo sguardo ogni
sbarramento: un santo senza chiesa
la croce all’angolo, o ti brillano le mani
per quanta speranza hai raccolto?
poco importa,
la notte ti torna sorella,
così vera che ti sarà facile
dormirle accanto