Vernissage – Giovanni Caso

Ti aspetto qui, dove mi spinge il giorno,
in un luogo che esiste e non esiste,
come un sogno, una lacrima. Ti aspetto
con le lune d’arancia tra le mani
e un sorso di parole. Non tardare.
L’ultima sabbia morde la clessidra
che canta alla sua sera, il melograno
sparge il suo sangue sulla terra bruna.
I fiori del ciliegio sono bianche
vele di cielo.
Vieni. Ci diremo
del sussurro vermiglio delle foglie
appena nate, del tremore antico
dell’erba rispuntata sopra i muri.
Così la visitiamo questa vita,
i quadri in luce ed ombra, un vernissage
di sogni, di pensieri, il luminoso
incarnarsi dei giorni. E poi lasciamo
sopra gli affreschi e i pallidi acquerelli
lo sgorbio d’una firma.
Qui, al paese,
le ragazze profumano di Dio
quando la sera ha nenie di preghiere.
Sulle terrazze delle case i fuochi
dei gerani assolati. Vieni presto,
ho voglia di percorrere i ricordi
per sentire il mirtillo e l’agrifoglio
entrarmi nel respiro. Adesso è tempo
di tornare al silenzio dei vigneti
dove il tralcio s’innerva e abbraccia il cielo.