Possiamo imparare la cronologia
del buio e della luce. È vero.
Possiamo accendere le fiaccole
del bisogno. Sganciare il passo
dalla sete. Mormorare la fame
degli uccelli. Possiamo
nascondere l’osso
nelle buche del ricordo. Ma
non significa l’amore. Se dico
vento ti si stacca il panorama
dalla faccia. Se dico
corpo le belve smantellano il recinto.
Perché vivere è questo
separare il suono dal ferro. L’estasi
dalla materia. Ancora scriveremo
il racconto seduti sulla nostra vertigine.
