Nelle notti di Maggio, al plenilunio
noi sole donne saliremo al monte
fino al bosco ove il biancospino
forma la triade, cara alla Dea.
Con brandelli di stoffa variopinta
contro il Maligno adorneremo i rami
e coi fiori raccolti e fresche foglie
intrecceremo candide ghirlande.
In un sacro cerchio danzeremo
con vesti bianche ad evocare il Caos,
ad accogliere, come le antenate,
la ciclica rinascita mensile.
Accompagnate dal cembalo sonoro
affidato, a turno, a una di noi
disegneremo, ritmica, la danza
per propiziare il seme della vita
a generare arbusti, e fiori e frutti
a ricolmare vasi ancora vuoti.
In un intreccio simbolico di mani
evocheremo l’atavico sapere
e lo daremo in dono alle più giovani
in un arcaico rito di passaggio,
protette dal buio impreziosito
dal velo splendente della luna.
E in qualche rara notte il Biancospino
accoglierà insieme a noi le Fate
ed in perfetta simbiosi femminile
perpetreremo il materno sodalizio
di metà parte dell’universo intero.
