Torno ancora
alla casa vuota dei nonni
a dare battaglia al vento
con le ante tarlate
del vecchio balcone.
Ormai più non serve.
Non ravviva il tizzone,
spento, tra gli alari
satinati di ruggine rossa.
Non anima il tabarro nero,
aggrappato alla parete,
se ne scuote il panno.
Porta solo le foglie morte
e spinge la polvere
contro merletti di ragnatele
alle travi secolari di castagno..
Qui c’ è ancora il letto grande
e il posto della naca,
la sedia bassa
per sedersi intorno al fuoco.
Alle pareti
lo sguardo severo
dei morti e dei santi..
ed io.. sento le voci.
